TRANSCAUCASIA
ARMENIA
GEORGIA
RUSSIA
19 GIORNI / 1630 KM
AGOSTO / SETTEMBRE 2023
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INTRODUZIONE
COME NASCE IL VIAGGIO
Un viaggio come questo nasce in inverno, durante i numerosi week-end che a Parigi sono caratterizzati da pioggia e freddo. Valeria sono pi� di otto anni che non rientra in Russia, prima gli studi, poi il covid ed infine la guerra hanno fatto s� che il desiderio di rientrare in russia diventasse anno dopo anno pi� forte. Quindi l'obiettivo dell'estate 2023 � quello di portare Sebastiano a Volgograd. Come arrivarci ? I voli diretti verso la Russia in questo periodo non esistono, e poi, dopo l'incredibile viaggio del 2022 in Grecia, sentivamo il bisogno di replicare, ma questa volta il viaggio sarebbe stato pi� avventuroso, incerto e a suo modo speciale�


IL VIAGGIO COME SOGNO
-"E se partissimo da Istanbul in bicicletta per arrivare in Russia ?" -"Quanti km sono?" -"Poco pi� di tremila, in due mesi dovremmo riuscirci".
Cos� � cominciato il nostro viaggio. quello nella nostra testa. Un sogno inizia sempre in grande, e poi pian piano, mettendo i piedi (o le ruote) ben a terra si comincia a riflettere sul realizzabile.
- "Istanbul � troppo lontana, magari partire da Tbilisi in Georgia, attraversare il Caucaso, costeggiare il Mar Caspio e infine risalire il Volga � pi� fattibile...dovrebbero volerci 20 giorni" -"Si, ma di questi 20 giorni se ne passano 15 a pedalare in mezzo al nulla, e poi tra la Georgia e il Volga c'� di mezzo la Cecenia, sei sicuro sia una buona idea ?".
Cos� � proseguito il nostro ragionamento... e tra l'altro ci siamo accorti rapidamente che partire dalla Georgia ci avrebbe precluso la possibilit� di visitare l'Armenia e la Georgia stessa, insomma avremmo rischiato di tralasciare esperienze e posti bellissimi soltanto per poter arrivare a Volgograd in bicicletta.

OBIETTIVO VOLGOGRAD
L'obiettivo quindi resta Volgograd, dove si arriver� in autobus, dal sud della Russia. ma prima vogliamo avere la possibilit� di esplorare e vivere il Caucaso� tutto!!! Quello maggiore e quello minore, poterlo attraversare pi� volte, conoscere la gente armena e georgiana, la cucina, le strade e i paesaggi...insomma avere la possibilit� di vivere appieno queste regioni immerse nelle montagne. E poi, per un ciclista le Alpi sono le Alpi i Pirenei sono i Pirenei, ma vogliamo veramente fare un confronto con il Caucaso ???

DOVE VOLER ANDARE, DOVE POTER ANDARE
Organizzare un viaggio come questo non � facile. � tutto un scoprire poco a poco ostacoli sempre pi� grandi e nonostante questo continuare a cercare soluzioni alternative. Questa porzione di mondo � maledettamente complicata. Innanzitutto la Russia, dal 2022 entrare in Russia sembra essere una cosa maledettamente difficile. Se si ha il visto, in aereo passando magari da Istanbul o Dubai si pu� entrare, ma in bicicletta ? Attraversando il Caucaso ? Nessuno prima di partire ci ha dato rassicurazioni su questo. E poi la Georgia, ci sono interi pezzi di questo paese che oggi non sono accessibili senza aver permessi speciali, l'Abcasia e l'Ossezia del Sud da anni si proclamano indipendenti ed oggi � praticamente impossibile metterci piede. E ancora, gli enormi problemi tra l'Armenia e l'Azerbaijan a causa del Nagorno-Karabakh fanno si che le frontiere tra i due paesi sono chiuse da anni e quindi se si � in Armenia non si pu� andare in Azerbaijan (e viceversa). Una delle idee durante l'organizzazione di questo viaggio � stata quella di riuscire a toccare i due mari del Caucaso : il Mar Nero e il Mar Caspio, ma viste tutte queste premesse, questa idea si � rivelata sin da quasi subito completamente irrealizzabile.

IL VIAGGIO
Ed ecco quindi il viaggio prendere finalmente forma nelle nostre teste. Si partir� da Yerevan, capitale dell'Armenia situata proprio al centro del paese. Rapidamente si scender� verso sud toccando i monasteri pi� celebri e attraversando i paesaggi pi� belli. Ma non troppo a sud, tutta la parte dell'Armenia che scende verso l'Iran incastrata dall'Azerbaijan e una zona fortemente sconsigliata per il turismo, e poi noi dobbiamo risalire verso nord. Quindi in rapida successione il passo Selim, il Lago Sevan, Djian e poi finalmente la Georgia. Se si avr� occasione si far� una deviazione verso lo sperduto piccolo Lago Arpi, incastonato tra la Georgia, la Turchia e proprio l'Armenia. Attraversare la frontiera Georgiana non dovrebbe essere un problema, e poi da questa, una volta visitata la citt� sotterranea di Varzia, si proseguir� alla volta del Mar Nero. Una volta raggiunta Batumi si dovr� prendere la prima vera grande decisione. A seconda del tempo rimasto e delle energie ancora a disposizione avremo due possibilit� : piegare e raggiungere rapidamente Tbilisi risalendo il largo fondovalle; oppure attraversare la Svanezia, autentico paradiso incastonato nel grande Caucaso. Questa seconda possibilit� � la pi� allettante, ma anche nettamente la pi� difficile. Tre giorni serviranno per raggiungere i quasi 3000 metri d'altezza, tre giorni a pedalare lungo strade sconnesse e sperdute...ci piace questa idea! Eventualmente una volta raggiunta Kutaisi si potr� prendere in considerazione l'idea di raggiungere Tbilisi in treno o autobus. Perch� poi, una volta raggiunta la capitale della Georgia arriver� l'ultima grande fatica di questa avventura : attraversare davvero il Caucaso ed entrare in Russia. E se riusciremo a passare indenni la frontiera Russa, la citt� di Vladikavkaz sar� il nostro punto d'arrivo, l� un autobus in 15 ore di viaggio ci trasporter� finalmente a Volgograd.

TRANSCAUCASIA IN BICICLETTA. LA PORZIONE TRATTEGGIATA E QUELLA PERCORSA IN AUTOBUS. IN ROSSO LE REPUBBLICHE SEPARATISTE DELL'OSSEZIA DEL SUD E DELL'ABCASIA. IN VERDE L'AZERBAIJAN E IN GRIGIO LA CECENIA. OLTRE TUTTI I PERNOTTAMENTI SONO INDICATI I PRINCIPALI MONUMENTI, I MONASTERI, I PASSI MONTANI E GLI ELEMENTI PRINCIPALI CHE HANNO CARATTERIZZATO QUESTO VIAGGIO
  
L'ARMENIA
INCUBO YEREVAN
Psicologicamente eravamo preparati che i 14 chilometri di strada da fare in bicicletta per compiere il tragitto aeroporto-hotel a Yerevan sarebbero stati veramente complicati. Ebbene, � stato peggio di quanto avevamo previsto. Gi� la partenza a Parigi non � stata facile. Questa volta, con tutte le borse preparate giorni prima e il materiale tecnico recuperato con un mese di anticipo, pensavamo di essere pronti. Tuttavia, la realt� si � rivelata pi� impegnativa.

La sveglia alle 3 del mattino ci avverte che il viaggio � iniziato, e fuori, maledizione, piove! Le biciclette impacchettate e le altre numerose borse non sono impermeabili, e il peso gi� significativo da portare sulle spalle rischia di aumentare. Bestemmiando e imprecando, usciamo per prendere l'autobus per l'aeroporto di Orly. Fortunatamente, il volo � diretto. Trasportare le bici in aereo � abbastanza un delirio; il check-in � pi� complicato del solito, e lo stress riguardante il trasporto delle biciclette si fa sentire. Arriveranno integre o ammaccate?

Yerevan, la dogana, il controllo passaporto passato indenne, e finalmente recuperiamo le biciclette. In un angolo dell'aeroporto procediamo all'assemblaggio e ad una prima preparazione sommaria delle borse, ora l'importante � partire...

IL PRIMO GIORNO DI VIAGGIO � DEDICATO ALLA PREPARAZIONE DELLE BORSE E ALLA VISITA DELLA CITT� DI YEREVAN
MUSEO PARAJANOV
Il primo giorno di viaggio, abbiamo dedicato la mattinata alla visita del suggestivo Museo dedicato al regista armeno Sergei Parajanov, nel cuore di Yerevan. Pur essendo piccolo, il museo � un tesoro di scoperte artistiche, con opere che Parajanov ha assemblato lungo tutta la sua vita. Siamo rimasti sorpresi dalla variet� delle opere esposte, tra cui numerosi collage, che hanno rivelato un lato artistico inaspettato del regista. Inoltre, abbiamo trovato molte lettere scambiate con Tonino Guerra, suo caro amico.


PIC-NIC SUL CIGLIO DELLA STRADA
...
No, nulla di fantascientifico, questo pic-nic � stato semplicemente il primo violento e bellissimo impatto con l�ospitalit� Armena. E� il terzo giorno di viaggio, la mattina abbiamo visitato il Monastero di Geghard, e poi, abbiamo raggiunto un canyon molto particolare. Questo luogo � conosciuto come �Sinfonia delle pietre�. Conformazioni rocciose tanto bizzarre quanto belle rendono questo luogo uno dei pi� visitati dell�Armenia. La discesa per raggiungere il fondo di questo canyon � stata abbastanza estrema, circa un chilometro di strada con pendenze proibitive hanno fatto dubitare dell�affidabilit� dei freni. E se si deve tornare indietro, probabilmente spingendo la bicicletta avremmo delle difficolt�. Il problema poi non si � posto, perch� insistendo un po� siamo riusciti ad entrare con le biciclette. Il resto dei turisti arriva in macchina entra, fa due passi a piedi e torna indietro. La �Sinfonia delle pietre� non � molto grande. Abbiamo chiesto se una strada scende per il canyon e se fosse poi possibile uscirne con le biciclette dall�altro lato. La domanda ha sorpreso i nostri interlocutori, probabilmente siamo i primi turisti che attraverseranno il cancello dall�altro lato. La cosa ci intriga. E attraversata �La sinfonia delle pietre� effettivamente entriamo in una specie di deserto. Non c'� pi� nessuno. Noi continuiamo a scendere,� circa mezzogiorno e noi abbiamo un sacco di chilometri da fare prima di sera�e anzi la prima cosa da fare e uscire da questo canyon. Dobbiamo assolutamente proseguire, fermarsi ora potrebbe complicare il resto della giornata.

Sorpassiamo una vecchia macchina anni �70 ferma a bordo strada. Poco distante 3 armeni sono attorno ad un tavolo a mangiare, una grossa pentola bolle poco lontano. Dicono qualcosa a Valeria mentre scendiamo lentamente per la strada dissestata.
-"Seba, ci stanno offrendo un caff�, dicono di fermarci un momento" -"Ma non possiamo, abbiamo ancora un sacco di chilometri da fare, e poi sino a che non usciamo da questo canyon non sono tranquillo. Chiss� quanto ci metteremo, rischiamo di passare il pomeriggio a spingere le biciclette" -"Dai, insistono. E poi ho voglia di un caff�, dicono che � solo per 10 minuti".
E noi accettiamo.

E cos� abbiamo fatto conoscenza con Agavnik, sua moglie e sua madre. Per prima cosa ci hanno fatto accomodare e ci hanno messo davanti due bei grossi piatti, quelli della moglie e della madre. Loro mangeranno in piatti di carta. E qui comincia un pasto che ci ha portato almeno due ore della giornata. Nella pentola bollono enormi pezzi di montone, e un sacco di verdura � sparsa sul tavolo. noi proviamo ad insistere che volevamo solo il caff�, ma non � servito a nulla. Naturalmente il montone non si accompagna con l�acqua ma neanche con il vino. Qui si pasteggia a vodka.
-"Grazie, grazie. Ma questo bicchiere � l�ultimo che prendo. Credo sia il quinto o sesto" -"Ma cosa vuoi che sia un po di vodka"
, mi sento tradurre da Valeria.
-"Ma noi dobbiamo ripartire tra poco in bicicletta, e credo che quella salita che si vede laggi� � proprio quella che dobbiamo fare per riuscire ad uscire da questo canyon. E� tutta al sole, e ci saranno 40� gradi�.
L�armeno sorride.
-"E� questo che ti preoccupa? Aspetta ho io la soluzione per te�.
E nel preciso istante che finisce questa frase prende un enorme bicchiere, si avvicina alla pentola con il montone, e riempie completamente il bicchiere di grasso.
-"Prendi, bevi questo !".
Ecco, a circa mezzogiorno del 14 agosto 2023 ho vissuto un'esperienza quasi mistica. Bere un enorme bicchiere di grasso di montone seguito poi non da un ultimo bicchiere di vodka, ma probabilmente due o tre�intanto adesso la soluzione al problema era a portata di mano. Alla fine di questo lungo pranzo siamo riusciti a prendere anche il caff�. Intrattenuti da innumerevoli racconti sulla vita di questi Armeni, orsi che si abbeverano il mattino presto proprio l� dove stiamo mangiando e appartamenti da acquistare e vendere.

Siamo ripartiti con un andatura non proprio stabile. La salita davanti a noi ci aspetta�dobbiamo uscire da questo canyon.

I MONASTERI ARMENI
Nei primi giorni del nostro viaggio in bicicletta in Armenia, ci siamo avventurati in una regione ricca di monasteri. Abbiamo pianificato il nostro itinerario in modo da riuscire a visitare i monasteri pi� famosi del paese nei primi giorni di viaggio.

--- IL TEMPIO DI GARNI ---

Nel pomeriggio del secondo giorno del nostro viaggio, abbiamo visitato il Tempio di Garni. Raggiungerlo � stato veramente impegnativo, soprattutto i primi lunghissimi chilometri. Appena fuori Yerevan, la strada inizia a salire ripidamente, mentre un caldo asfissiante e il traffico caotico mettono a dura prova le nostre energie. In uno dei tratti pi� difficili, nella parte finale della salita, ci troviamo costretti a fermarci all'ombra dell'unico albero lungo quel tratto di strada. Qui, dei venditori di frutta ci offrono del melone freschissimo, regalandoci il nostro primo assaggio di ospitalit� armena. Una volta raggiunta la cima dell'altopiano che sovrasta Yerevan, la giornata si fa pi� semplice. Continuiamo a salire, ma le pendenze sono pi� dolci e siamo ricompensati da un incredibile panorama che si apre davanti a noi.

Il Tempio di Garni � un antico tempio pagano situato in Armenia, a circa 30 chilometri a sud-est della capitale, Yerevan. Si tratta di uno dei pochi templi classici sopravvissuti nel paese e rappresenta un importante sito storico e culturale. Probabilmente il tempio � stato costruito nel I secolo d.C. durante il regno del re armeno Tiridate I e dedicato al dio del sole Mitra, una divinit� molto venerata nell'antica Armenia. La sua architettura � di ispirazione ellenistica e romana, riflettendo l'influenza culturale e politica dell'Impero Romano nell'area. Durante il periodo dell'adozione del cristianesimo come religione di stato in Armenia nel IV secolo d.C., molti dei siti pagani furono distrutti o trasformati in luoghi di culto cristiani. Tuttavia, il Tempio di Garni riusc� a sfuggire alla distruzione grazie alla sua posizione isolata. Nel corso dei secoli, il tempio sub� vari danni e restauri, ma mantenne la sua struttura fondamentale. Nel corso del tempo, � diventato un simbolo di orgoglio nazionale per gli armeni, oltre che una popolare attrazione turistica. Oggi, il Tempio di Garni � incluso nella lista dei Patrimoni dell'Umanit� dell'UNESCO ed � visitato da migliaia di turisti ogni anno. La sua posizione spettacolare sulle colline vicino al fiume Azat, insieme alla sua storia ricca di significato, lo rende uno dei luoghi pi� iconici dell'Armenia.

--- IL MONASTERO DI GHEGARD ---

Il terzo giorno di viaggio � iniziato svegliandoci al buio, pronti a smontare la tenda in cui abbiamo dormito. Il campeggio dove abbiamo pernottato si trova circa 10 km a valle rispetto al tempio di Ghegard. L'idea � quella di lasciare i bagagli al campeggio, risalire la valle alle prime luci dell'alba e visitare il monastero prima che arrivino le masse di turisti da Yerevan.

Il Monastero di Geghard � un monastero medievale situato nelle montagne del Kotayk, nella parte centrale dell'Armenia, circa a 40 chilometri a est della capitale Yerevan. Costruito nel IV secolo, il complesso del monastero � stato in gran parte scolpito nella roccia circostante, il che lo rende un esempio impressionante di architettura rupestre. Il nome "Geghard" deriva dalla parola armena per "lancia", che si riferisce alla lancia usata per trafiggere Ges� durante la crocifissione, presumibilmente conservata in questo luogo nel passato. Il monastero di Geghard � stato un centro spirituale e culturale significativo per l'Armenia medievale, e ha subito numerosi ampliamenti e restauri nel corso dei secoli. � stato anche un importante sito di pellegrinaggio e conserva numerosi khachkar, croci di pietra scolpite, e altri manufatti religiosi. Nel 2000, il Monastero di Geghard � stato inserito nella lista dei Patrimoni dell'Umanit� dell'UNESCO, riconosciuto per la sua importanza storica, culturale e architettonica.

Il monastero � incredibilmente bello, con parti scavate nella roccia, la cui superficie nera come il carbone � finemente scolpita. Le ombre che si proiettano creano un'atmosfera incredibilmente suggestiva. Inoltre, una sorgente sgorga nella sala pi� nascosta del complesso, aggiungendo un tocco di freschezza e mistero al luogo. Uscendo dal monastero, abbiamo incrociato i primi due cicloturisti in Armenia. Siamo riusciti a scambiarci qualche parola, cosa che non eravamo riusciti a fare il giorno precedente. Il traffico caotico di un'autostrada da attraversare ci aveva impedito di salutare il primo viaggiatore in bicicletta visto in questo viaggio.

--- IL MONASTERO DI KHOR VIRAP ---

Il terzo giorno di viaggio � stato davvero intenso. � iniziato alle prime luci dell�alba con la visita al monastero di Ghegard e, dopo una giornata davvero piena, � terminato con la visita di un altro monastero, quello di Khor Virap. Tra i due monasteri abbiamo attraversato un canyon incredibile, bevuto non poca vodka e attraversato paesaggi ancor pi� belli di quelli del giorno precedente. Siamo arrivati a Khor Virap proprio poco prima del tramonto; neanche a farlo apposta, il sole si appresta a nascondersi proprio dietro il vicinissimo monte Ararat. Qui ci troviamo davvero ai suoi piedi�

Il Monastero di Khor Virap � uno dei luoghi pi� sacri e iconici dell'Armenia, situato nella pianura dell'Ararat, a sud-est della capitale Yerevan. Il monastero si distingue per la sua posizione spettacolare, con il Monte Ararat che fa da sfondo imponente. La storia del monastero risale al IV secolo d.C., quando San Gregorio l'Illuminatore, il santo patrono dell'Armenia, fu imprigionato in una fossa vicino a questo luogo per 13 anni su ordine del re Tiridate III. Secondo la tradizione cristiana, durante la sua prigionia, San Gregorio fu visitato dall'allora re, che si ammal� gravemente ma fu guarito miracolosamente grazie alle preghiere di San Gregorio. Questo evento port� alla conversione del re al cristianesimo e alla sua successiva proclamazione del cristianesimo come religione di stato dell'Armenia nel 301 d.C., rendendola cos� la prima nazione al mondo ad adottare il cristianesimo come religione ufficiale. Il Monastero di Khor Virap � stato costruito sul luogo della prigione di San Gregorio e ha continuato a essere un importante centro religioso e culturale nel corso dei secoli.

--- IL MONASTERO DI NORAVANK ---

E il 4 giorno di viaggio, stiamo completando il 75 esimo chilometro di giornata, abbiamo gi� pi� di 1900 metri di dislivello nelle gambe, quando ad un tratto scorgiamo il monastero lass� che ci osserva. Siamo distrutti. Mancano ancora diverse centinaia di metri per raggiungerlo, e la strada si fa veramente dura. Per fortuna le biciclette non hanno le pesanti borse agganciate. Le abbiamo lasciate nel ristorante in fondo alla vallata. Valeria non ne pu� pi�, gli ultimi metri li fa spingendo la bicicletta, mentre la velocit� � la stessa del suo compagno di viaggio che, ostinatamente, sale gli ultimi tornanti zigzagando.

Il Monastero di Noravank, situato tra le maestose montagne della regione di Vayots Dzor nell'Armenia meridionale, � uno dei gioielli architettonici e spirituali del paese. Costruito nel XIII secolo, Noravank � famoso per la sua straordinaria architettura in pietra rossa, che si fonde armoniosamente con l'ambiente naturale circostante. Il complesso monastico comprende diversi edifici, tra cui la Chiesa di Santa Madre di Dio, la Chiesa di San Giovanni Battista e il complesso residenziale dei monaci. Uno degli elementi pi� distintivi di Noravank � la sua posizione spettacolare, incastonata tra le rocce rosse di un canyon profondo. La vista delle formazioni rocciose circostanti, che si illuminano di colori dorati al tramonto, � semplicemente mozzafiato. Dal punto di vista storico, Noravank � associato alla famiglia dei principi Orbelyan, una delle pi� influenti nel Medioevo armeno. Il monastero fu un centro di attivit� culturale e religiosa, attrattiva per artisti, studiosi e pellegrini.

Anche qui ci sono tanti turisti, ma sono pi� indipendenti. Qui siamo lontani da Yerevan e non ci sono le decine di bus che portano i turisti giornalieri al monastero. E poi a qualche chilometro di distanza c'� l'Azerbaijan e questa � una zona formalmente sconsigliata da attraversare a causa delle tensioni tra i due paesi. Il monastero, come anche quello di Khor Virap, ha delle sezioni raggiungibili tramite ripide e inquietanti scale sotterranee. In Europa, passaggi di questo tipo non sarebbero assolutamente permessi. Lasciamo il monastero poco prima del tramonto per ridiscendere la lunga vallata. Poco prima di raggiungere il ristorante dove abbiamo lasciato le borse, abbiamo anche il tempo di visitare delle grotte. Sebastiano � contrariato, l'idea di fare un paio di chilometri a piedi all'interno della montagna, salendo ripidissime scalinate con le gambe prese dai crampi, non � proprio cosa intelligente. E poi rischiamo di arrivare al campeggio dopo le 20, al buio, e domani dobbiamo svegliarci alle 5 del mattino. Il Passo Selim ci aspetta... � il primo vero e proprio incubo di questo viaggio. Ah, le grotte erano bellissime...

--- IL MONASTERO DI SEVANAVANK ---

Il sesto giorno di viaggio � appena cominciato. Sulle sponde del Lago Sevan prepariamo il necessario caff� del mattino. Poi lo smontaggio della tenda e la preparazione dei bagagli. A pochi chilometri l�ultimo importante monastero ci aspetta.

Il Monastero di Sevanavank sorge sulle pittoresche rive del Lago Sevan, una delle pi� grandi risorse d'acqua dolce dell'Armenia e uno dei laghi pi� alti del mondo. Situato su una piccola penisola, il monastero offre una vista mozzafiato sul lago e sui monti circostanti. Costruito nel IX secolo, il Monastero di Sevanavank � un importante sito religioso e storico dell'Armenia. Inizialmente fondato dai monaci per la contemplazione e la preghiera, il monastero divenne presto un centro di attivit� religiose e culturali nella regione. Il monastero fu ampliato e ristrutturato nel corso dei secoli successivi, assumendo la forma attuale con le sue due chiese principali, Surb Arakelots (San Apostoli) e Surb Astvatsatsin (Santa Madre di Dio). Le chiese sono caratterizzate da architetture semplici ma eleganti, che si fondono armoniosamente con il paesaggio circostante. Dal punto di vista storico, il Monastero di Sevanavank ha giocato un ruolo significativo nella diffusione del cristianesimo in Armenia e nella preservazione della cultura e della tradizione armene. Nel corso dei secoli, il monastero ha subito varie trasformazioni e restauri, mantenendo sempre il suo fascino e la sua importanza spirituale per il popolo armeno.

Avvicinarsi a questo monastero � un qualcosa di incredibile. Il monastero sulla punta di una piccola penisola costituisce veramente una delle immagini cartolina pi� indimenticabili del viaggio. Visiteremo altri monasteri in Armenia e in Georgia, ma nessuno di questi si avviciner� minimamente a uno di quelli incontrati nella prima settimana di questa odissea.

COLAZIONE ESPRESSA
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IN QUESTI TRE GIORNI SIAMO SCESI VERSO SUD, TANTI MONASTERI, PAESAGGI INCREDIBILI E PERSONE BELLISSIME. IL MONTE ARARAT SULLO SFONDO CI OSSERVA, CI GUIDA E CI INCORAGGIA...
L'AUTOBUS, IL MIELE, L'ORSO E LA VODKA
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[SLIDESHOW]

IL LAGO SEVAN
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GLI AMICI DI VALERIA #1
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DUE GIORNI PER RAGGIUNGERE, ATTRAVERSARE E LASCIARE L'ALTOPIANO CHE SI TROVA AL CENTRO DELL'ARMENIA. E AL CENTRO DI QUESTO IL LAGO SEVAN CON LE SUE ACQUE TURCHESI. DIETRO LE MONTAGNE L'ARZEBAIJAN
LE SALITE : IL PICCOLO CAUCASO
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[SLIDESHOW]

RUOTE DECISAMENTE PUNTATE A NORD. DUE GIORNI PER LASCIARE L'ARMENIA E I SUOI PAESAGGI MOZZAFIATO. IL PAESAGGIO DIVENTA VERDE, UN CIMITERO CI SALVA DA UN GIGANTESCO NUBIFRAGIO E SOPRATUTTO, POCO PRIMA DI LASCIARE QUESTO MAGICO PAESE SI HA IL TEMPO DI FARE UN ULTIMO INCONTRO STRAORDINARIO ARMENO.
CAFFE AL CONFINE
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[SLIDESHOW]


  
IN GEORGIA
VARZIA
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[SLIDESHOW]

KOBA
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[SLIDESHOW]

NON SIAMO SOLI
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I PRIMI GIORNI IN GEORGIA NON SONO MOLTO DISSIMILI DA QUELLI PASSATI IN ARMENIA. IL PROSSIMO OBIETTIVO � IL MAR NERO, CON UN IMPORTANTE TAPPA PREVISTA A VARZIA, UN IMPORTANTE CITT� SOTTERRANEA FONDATA DA TAMARA.
LE STRADE NEL CAUCASO
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[SLIDESHOW]

BATUMI E IL MAR NERO
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OKSANA
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PEDALARE LUNGO IL MARE, NON SO PERCH�, INVITA SEMPRE A PROCEDERE CON UN ANDATURA TRANQUILLA. VISITATO L�ORTO BOTANICO DI BATUMI E CAMPEGGIATO LUNGO LA SPIAGGIA. UN BAGNO NEL MAR NERO ERA D�OBBLIGO. ORA COMINCIA IL DIFFICILE�
INSEGUITI PER 30 KM
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[SLIDESHOW]

IL VERO CAUCASO : SVANEZIA
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LE SALITE : IL GRANDE CAUCASO
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[SLIDESHOW]

TESTO TESTO TESTO
TESTO TESTO TESTO
SI FORA SEMPRE ASSIEME
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IL VERO CAUCASO : JVARI PASS
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TESTO TESTO TESTO

  
INFINE RUSSIA
LA FRONTIERA
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[SLIDESHOW]

VLADIKAVKAZ
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TESTO TESTO TESTO

  
CONCLUSIONI
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